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Capitolo primo: L'antefatto

Era il 2001 quando entrai per la prima volta in contatto con un GPS.
Me ne parlò un collega, al lavoro. "Lo sai che c'è una macchinetta che ti fa andare nel bosco senza perderti?", mi disse. Sapeva della mia grande passione per la montagna e, in particolare per il Parco d'Abruzzo, che avevo scoperto nel 1986.
Amavo i boschi sconfinatamente e probabilmente gli avevo accennato al mio timore di perdermi, sicché mi parlo di questo strumento, che mi apparve da subito, per come mi era stato descritto, qualcosa di magico. Non nascondo il mio iniziale scetticismo a credere a ciò che mi veniva riferito.

All'epoca ero un consulente di direzione aziendale di un'importante azienda automobilistica.
Avevo poco più di quarant'anni, ero nel pieno della forze fisiche e intellettive, avevo già svolto diversi lavori in Enti Pubblici e aziende private. Avevo cominciato a lavorare da subito, qualche giorno dopo la mia laurea in Scienze dell'Informazione ottenuta nel 1982 col massimo dei voti, perché, sì, dopo la musica rock e jazz "del ragazzo", l'informatica è stata la mia prima grande passione "di uomo adulto".
Da subito, come ricercatore nel campo dell'Ingegneria del Software, pubblicai diversi articoli negli atti di congressi e su prestigiose riviste internazionali.
Poi, dopo qualche anno, lasciai la ricerca per entrare nella "produzione", fui dirigente d'impresa e poi consulente di direzione aziendale. E rieccoci, dunque, a quei giorni, il GPS...

Capitolo secondo: I primi passi

M'informai e lo acquistai subito, il top dell'epoca naturalmente, perché si trattava della mia sicurezza ma, lo intuii da subito, anche della mia libertà: ovvero della possibilità di muovermi senza limiti, senza confini...

Ed eccolo qui, il GPS III Plus di Garmin.



Visto oggi sembra un attrezzo preistorico, soprattutto di profilo (ma ve lo risparmio...).

Ricordo ancora quando lo provai per la prima volta. Marcai un punto nel bosco, in corrispondenza di un bivio che avevo sempre avuto il timore di non vedere, da cui si dipartivano due sentieri improbabili...riconoscibili a malapena. Mi allontanai di un centinaio di metri. Poi premetti il pulsante GOTO, selezionai il waypoint appena marcato e seguii la direzione che mi indicava la freccia sulla bussola. Dopo qualche istante ero lì, nei pressi del bivio. Certo, non con l'accuratezza di oggi, ma ero lì! Che emozione! Che eccitazione! Qualcosa di indescrivibile. Compresi da subito che quella macchinetta avrebbe cambiato il mondo, e anche la mia vita, ma mai avrei immaginato che lo avrebbe fatto in modo così profondo...
Per prima cosa decisi che avrei mappato a mio uso e consumo tutti i sentieri del Parco Nazionale d'Abruzzo. Un lavoro immenso, ma un divertimento ancora più grande... Volevo impadronirmi completamente di quel territorio, che nel frattempo si estendeva continuamente, fino a diventare l'attuale Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Certo è che le tracce che registrava lo strumento erano grossolane. Ma quello che più mi sorprendeva è che sul manuale Garmin non c'era (e non ci sarebbe stato per diversi anni) nessun riferimento alle tracce come mezzo utilizzabile per memorizzare un percorso e poi rifarlo magari in un secondo momento. Il solo utilizzo della traccia registrata era, secondo il manuale, quello di poter tornare al punto di partenza col comando Tracback. Nel far questo, tuttavia, il GPS trasformava la traccia registrata, che già di per sè era approssimativa, in una rotta di pochi punti ancora più grossolana. Mi chiedevo perché mai per tornare indietro avrei dovuto seguire la rotta imprecisa creata dal GPS con il comando Tracback quando potevo ripercorrere a ritroso la scia di punti che lo strumento visualizzava sullo schermo mentre camminavo...
Compresi allora che quello strumento era stato progettato principalmente per un uso marino, che in effetti era, prima dell'anno 2000, l'applicazione più importante. Pur tuttavia la traccia registrata, con tutti i suoi limiti, aveva per me un valore inestimabile. Significava poter rifare un'escursione, anche dopo mesi o anni, riducendo al minimo la probabilità di perdermi (che comunque permaneva per l'imprecisione delle tracce), anche su territori che non conoscevo, dove magari mi ci avevano portato gli amici.

Capitolo terzo: L' imprevisto

Le cose proseguirono a tal guisa per un paio d'anni finché, nel 2003, successe qualcosa d'inaspettato. Il mio contratto di consulenza, che mi aveva dato la possibilità di fare un bellissimo lavoro per qualche anno, terminò e mi ritrovai d'improvviso davanti a un bivio. Che fare? Avevo già fatto molte esperienze. Come già detto, avevo cominciato a lavorare da subito, appena laureatomi, in un Ente Pubblico, dopo aver vinto un concorso nazionale per tre posti, il classico ambito "posto fisso", ma lo avevo lasciato dopo qualche anno, perché sentivo che, alla lunga, quel contesto lavorativo sarebbe risultato per me troppo limitante. Aspiravo a qualcosa di più grande. Eravamo ancora nell'epoca ritratta dal "Quo vado?" di Checco Zalone...il posto fisso... Vista ora con i miei occhiali multifocali di quasi sessantenne, quella scelta perpetrata da un ragazzo pugliese di piccola borghesia qual ero, mi sembra oggi un gesto folle, quando volgo lo sguardo verso il basso; ma, allo stesso tempo, un inno alla libertà, se alzo lo sguardo al cielo.
Poi ero entrato nell'impresa privata, ma ogniqualvolta mi capitava un capo mediocre il lavoro diventava uno strazio, dipendere da un imbecille non era cosa per me... La consulenza era stata bellissima ma, come tutte le cose belle della vita, era finita. Non mi rimaneva che l'ultima cosa che non avevo ancora fatto: mettermi in proprio e fondare io stesso un'impresa. Tutto sommato, mi era ormai chiaro che la mia massima aspirazione era essere un uomo libero, così come mi sentivo uno spirito libero quando vagavo nei boschi... Ma un'impresa per fare cosa? Riflettei: cosa sapevo fare? cosa mi piaceva fare? Amavo la montagna, amavo il GPS e amavo l'informatica e la tecnologia: avrei fondato allora un'impresa incentrata su queste tre cose e l'avrei chiamata VIVILIBERO. Ma era il 2003. Un'idea folle... Cercai su Google "VIVILIBERO" e poi ancora "VIVI LIBERO", non uscì nessun risultato. Allora mi recai presso l'Ufficio Marchi e Brevetti e registrai il marchio "VIVILIBERO", poi registrai il dominio www.vivilibero.it e, ancora, aprii la ditta individuale denominata VIVILIBERO alla Camera di Commercio di Roma. Lì mi chiesero quale sarebbe stata l'attività della ditta. Gli risposi: "Commercio elettronico di Guide Turistiche Elettroniche". Replicarono: "Ma che roba è? Non è previsto..."

Capitolo quarto: inizia l'avventura

Le basi erano poste ma ora cominciava il difficile. Da moltissimi anni ormai non programmavo più il computer, avendo occupato con la crescita professionale posti di responsabilità. Come si costruiva un sito web? Ripresi a studiare, imparai l'HTML e costrui la prima versione del sito VIVILIBERO con cui - credo di essere stato uno dei primi in assoluto - cominciai a vendere on line le mie "guide turistiche elettroniche", incluse le tracce e i waypoint delle mie escursioni, con descrizione, profili altimetrici e quant'altro. Intorno a me era il deserto, solo un sito web di divulgazione GPS all'epoca molto conosciuto fra gli addetti, che però si occupava prevalentemente di fuoristrada 4x4. Nel mondo, tuttavia, cominciavano a spuntare come funghi, per iniziativa di singoli, i software GPS, per trasferire i dati tra GPS e PC e, i più sofisticati, per lavorare con la cartografia al computer. Mi ci appassionai. Scaricavo e studiavo. I software erano tanti. Ciascuno faceva qualcosa, nessuno faceva tutto quello che mi serviva. Pertanto li adoperavo tutti. Parallelamente, studiavo la cartografia, disciplina antica che, in simbiosi col GPS, acquisiva ai miei occhi un fascino straordinario e inatteso. Mi resi conto che essere un informatico, con un know-how consolidato sul GPS, i software GPS e la cartografia, nonché sull'impiego professionale del GPS in montagna, mi aveva messo in una posizione di forza con cui non sarebbe stato facile per altri competere. Tuttavia un problema c'era e neanche piccolo: il GPS lo conoscevano in pochissimi e il mercato non era pronto... Eppure qualcosa cominciava a muoversi...

Capitolo quinto: il mondo ti osserva

Ero nella mia città natale per le feste natalizie del 2003 a pranzo da un vecchio caro amico. Aveva invitato anche una coppia di amici che non conoscevo. Si discorreva del più e del meno. Cosa fai...cosa non fai...Raccontai dell'iniziativa imprenditoriale che avevo lanciato un paio di settimane prima. Lei, che appresi essere una giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, mi chiese se volevo essere intervistato. Risposi di sì...



Ebbene sì, concordo con chi lo ha letto, Enrica fu veramente molto brava a cogliere la mia essenza nello spazio di un'ora! Io ci ho messo molto di più...

Dopo un anno circa, ricevetti una telefonata da un signore che stava organizzando il primo grande convegno sull'infomobilità, per l'appunto l'InfoMobility Forum, che si sarebbe poi tenuto nel novembre 2004 al Centro Congressi Lingotto di Torino. Mi chiedeva di presentare una relazione sul lavoro che stavo facendo. Accettai. C'erano i giganti della telefonia e dell'Information Technology, solo per citarne alcuni, Tim, Telecom, Wind, Vodafone, IBM.
Presentai un intervento dal titolo "Le nuove opportunità offerte dal GPS per la promozione turistica". Lo iniziai dicendo che Il GPS prometteva "di rivoluzionare gli attuali paradigmi di mobilità turistica con effetti importanti sulla natura dei prodotti e servizi disponibili nelle diverse aree del settore" e lo terminai spiegando che VIVILIBERO era "un laboratorio sperimentale di soluzioni innovative per il turismo e il tempo libero incentrate sull’uso del GPS". Presentai anche il mio CD "VIVILIBERO con la mountain bike nel Parco Nazionale d'Abruzzo e dei Simbruini", che conteneva descrizioni testuali, mappe, waypoint, tracce e profili altimetrici di quindici escursioni che avevo rilevato di persona con il GPS montato sulla mia mountain bike. Percepii che l'uditorio non comprendeva appieno quello che dicevo o, se lo comprendeva, non riusciva a coglierne l'impatto in termini di prospettive commerciali future e non solo. O forse, più semplicemente, erano pochi, fra i presenti, o non c'erano affatto, quelli che praticavano escursionismo o mountain bike, e quindi diventava difficile per l'uditorio immedesimarsi in quello che andavo dicendo. Quello che è certo è che, in ogni caso, ero avanti coi tempi, che comunque sarebbero poi maturati molto velocemente. D'altro canto, dopo di me intervenne l'Ammistratore Delegato di TomTom Italia, che presentava per la prima volta il TomTom, suscitando un enorme interesse. Ma come potevo pretendere che la gente comprendesse i miei "deliri" sulla navigazione col GPS in montagna a piedi o in bici se la navigazione stradale muoveva i primi passi...anzi, le prime ruote... Non c'era ancora Google Maps, che sarebbe arrivato poi nell'ottobre 2005...
Fui ancora invitato a parlare a quel congresso nelle successive edizioni del 2005, 2006, 2010, mentre nel 2009 fui invitato come chairman della sessione "PND – Solutions and Services".
VIVILIBERO era ormai una realtà.

Capitolo sesto: la svolta

Fu il 2006 l'anno della svolta. Garmin mise sul mercato il GPS MAP 60CSx, che montava il processore GPS SiRFstar III della azienda canadese SiRF Technology. Ricezione e precisione nella registrazione delle tracce mai viste prima.



La prima conseguenza di tale evento fu la decisione di buttar via tutte le tracce che avevo rilevato fino a quel momento (anni di lavoro...) e ricominciare la mappatura del Parco Nazionale d'Abruzzo da zero, questa volta con l'intento di farne un prodotto non solo per mio uso personale ma anche di commercializzarlo (ormai era il mio mestiere!) e dare quindi la possibilità di utilizzarlo anche agli altri escursionisti appassionati come me di quel territorio. Sentivo su di me una responsabilità enorme: una ditta di una sola persona voleva realizzare un prodotto commerciale che le persone potevano acquistare e utilizzare. Ma ero tranquillo, avrei realizzato una grande mappa, bella e soprattutto precisa e ricca di informazioni. E avrei potuto testarla continuamente, perché ne ero io l'utilizzatore principale.
La seconda conseguenza dell'avvento del GPS MAP 60CSx fu che mi resi conto che i tempi erano ormai maturi per iniziare la vendita online dei GPS, che era l'unico business che avrebbe potuto far sopravvivere la ditta che avevo creato, essendone le mappe e gli altri servizi che avrei poi aggiunto col tempo solo un corollario, sebbene importante! Chiesi e ottenni di diventare un rivenditore di Synergy. Per quelli che si sono avvicinati al mondo GPS solo di recente, Synergy è l'equivalente di ciò che oggi conosciamo tutti come Garmin Italia. Ma quando io iniziai a vendere i GPS la ditta si chiamava ancora Synergy. Compresi che non potevo limitarmi a vendere GPS ai privati perché era evidente l'interesse che lo strumento avrebbe suscitato presso le Forze Armate, il Corpo Forestale, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino, le Province, i Comuni, le Università, ecc. Di conseguenza, cambiai il nome della ditta da VIVILIBERO a GPSolutions e doppiai i siti web: www.gpsolutions.it per la Pubblica Amministrazione, con servizi professionali ad altissimo valore aggiunto e www.vivilibero.it per i privati.

Capitolo settimo: gli anni della maturità

Oramai le cose succedevano da sole. La vendita dei GPS andava bene. Sebbene fosse di nicchia, il mercato dei GPS portatili per l'Outdoor era in piena espansione e lo sarebbe rimasto per diversi anni. VIVILIBERO era sul web dal lontano 2003 ed era una realtà conosciuta tra gli appassionati. Divenne presto azienda leader in Italia nella vendita dei GPS per l'outdoor. Avevo pubblicato diversi articoli sul sito VIVILIBERO relativi al GPS e alle mappe GPS. Davo consigli per l'acquisto a tutte le persone che mi chiamavano. Arrivavo a chiedere a chi voleva acquistare un Montana o un eTrex quanto fosse alto (con grande sorpresa dell'interlocutore...) poiché era difficile immaginare un Montana in mano a una persona alta 1,60 m e un eTrex in mano a una persona alta 1,90 m con un peso di oltre 100 kg... e volevo essere sicuro che il potenziale acquirente fosse conscio di ciò. Ho aiutato tutti a utilizzare il GPS anche quando mi chiamavano giorni, mesi o anni dopo avermelo acquistato e mi sono divertito a farlo. E' stato bello aiutare le persone a divertirsi. Non a caso, sul sito di VIVILIBERO ha da sempre campeggiato, fra gli altri, lo slogan: "La nostra missione? Il tuo divertimento"...
Ma le soddisfazioni maggiori giunsero inaspettate. Venni contattato da diversi bravissimi tecnici di Comunità Montane e Comuni anche grandi, che mi avevano "scovato" su Internet (primo fra tutti il grande Roberto Bartoli), per fare diversi lavori complessi, come inserire la cartografia tecnica regionale e il catasto nei GPS Garmin.
Realizzai con il Comune di Vaiano e la Comunità Montana della Val di Bisenzio una mappa turistica degli itinerari in Calvana per i Garmin Oregon, con foto e testi caricati nel GPS. Nell'ambito di un progetto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, fui docente di sistemi informativi territoriali e di GPS per centinaia di tecnici di oltre 250 fra Comuni, Province e Comunità Montane in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia e mi fu chiesto di scrivere un capitolo sul GPS per un libro attinente quei temi:

 

Negli stessi anni, riuscii a realizzare anche un progetto ambizioso cui tenevo molto: donare a Bisegna, il piccolo borgo del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, punto di partenza delle mie escursioni nel Parco fin dal lontano 1993, che tanta felicità mi ha dato e continua a darmi, e alla Valle del Giovenco tutta, la Carta dei Sentieri. Superfluo dire che rilevai personalmente ogni sentiero con il GPS ed era la prima volta che una carta escursionistica riportava sentieri rilevati con il GPS sulla classica base cartografica dell'IGM, scala 1:20.000, casa editrice la S.E.L.CA.



Con l'amico, ing. Marco Tucceri, che nutriva per il Parco Regionale Sirente Velino la stessa passione che io nutrivo per il Parco Nazionale d'Abruzzo, realizzai la mappa GPS del Gruppo Sirente-Velino, a scala 1:10.000... Questa volta il camminatore era lui. Avevamo insieme coperto a piedi una parte importante dell'Abruzzo montano...
Tanti escursionisti mi chiedevano perché non realizzavo anche la mappa del Gran Sasso e della Majella. E io spiegavo loro che le mie mappe erano state realizzate interamente a piedi e che, dopo tanti anni, non ero riuscito ancora a completare neanche i sentieri del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, cosa che poi sono riuscito a fare a maggio 2017, dopo oltre dieci anni di lavoro, con l'uscita della versione finale, la 7, di BearTrek.
E' vero che negli anni mi era capitato più volte che un cliente mi offrisse la propria collaborazione per rilevare col GPS i tracciati dei sentieri del Gran Sasso e della Majella. Ma per fare un rilevamento GPS a livello professionale, non era sufficiente essere dei grandi camminatori di montagna fisicamente "attrezzati", quello lo davo per scontato, occorreva essere anche, e soprattutto, mentalmente attrezzati, cioè dotati di grande disciplina, spirito di sacrificio, precisione e pignoleria fino alla paranoia...mettere l'obiettivo davanti a tutto. Un Marco Tucceri non lo si incrociava ogni giorno...

Capitolo ottavo: cambia il vento

Nel 2016 il mercato dei GPS portatili subisce un'importante flessione, confermata in maniera ancora più drastica nel 2017. Sono diversi, a mio avviso, i motivi di questo arresto: la crisi economica e la saturazione del mercato senz'altro, ma bisogna anche riconoscere che, con le ultime generazioni di prodotti, la spinta propulsiva e innovativa di Garmin su questo segmento di mercato si è alquanto affievolita.
Mentre le innovazioni introdotte con la serie GPS MAP 62 rispetto alla precedente serie 60 furono veramente importanti, non si può dire altrettanto di quelle introdotte con l'attuale serie GPS MAP 64 rispetto alla precedente serie 62, così come non sono molte le ragioni per cui un'escursionista dovrebbe essere indotto a sostituire il proprio Oregon 600 con un Oregon 700, un Montana 650 con un Montana 680, e cosi via.
Eppure di innovazioni da fare ce ne sarebbero, e tante...
Nel 2006 depositai un brevetto di invenzione industriale di un GPS con funzionalità che, dopo 11 anni, non trovo ancora nei modelli attuali... Per carità, niente di stravolgente, ma poter avere per un waypoint, insieme alle altre informazioni, anche il dato dell'accuratezza della posizione che aveva il GPS quando è stato registrato ed anche, per ogni punto traccia, la stessa informazione, non sarebbe male. Spesso ci capita quando registriamo una traccia di registrare parti di percorso non volute, o perché abbiamo sbagliato strada e poi siamo tornati indietro sui nostri passi oppure perché abbiamo fatto una deviazione temporanea dal sentiero per qualche motivo ma ci siamo dimenticati di sospendere la registrazione. Ebbene, avere la possibilità di tagliare in quel momento, direttamente con il GPS, il tratto di percorso indesiderato, senza aspettare di doverlo fare al ritorno a casa con il computer, quando magari non ci si ricorda più nulla, sarebbe molto utile. Ma anche, molto più banalmente, poter ordinare le tracce con il Track Manager in ordine alfabetico o in ordine di vicinanza alla posizione in cui siamo o in ordine di creazione, oppure poter con un solo comando "Mostra su mappa" visualizzare tutte le tracce insieme e non solo quella selezionata, poter organizzare i waypoint in elenchi anche nel GPS... Insomma, se uscisse un GPS con queste e altre innovazioni non esiterei un attimo a sostituire il mio GPS MAP 64s...

Di sicuro, nella prossima generazione di GPS portatili, una importante innovazione ci sarà ed è la ricezione dei satelliti Galileo, ma mi auguro vivamente, questa volta come semplice utente, che Garmin non si limiti solo a quella. Anche perché, per un'escursionista, navigare con l'accuratezza attuale del sistema GPS è già sufficiente, tenendo conto che, in caso di scarsa visibilità del cielo, può già contare sui satelliti Glonass e sulla correzione WAAS/EGNOS. Tuttavia, se il Galileo veramente ci portasse a una accuratezza della posizione metrica, allora potremmo utilizzare questi futuri GPS anche per altri usi, come i rilievi catastali. Ma questa è un'altra storia...

Altre ragioni minori per la crisi attuale del settore outdoor sono la forte spinta verso l'acquisto degli orologi e l'utilizzo degli smartphone con le mappe.
Sui primi dico, se avete la possibilità di acquistare un Fenix 5X Sapphire, soprattutto se, oltre a essere escursionisti, praticate anche qualche altro sport, fatelo senz'altro. Ce l'ho al polso. E' un orologio straordinario, performante e affidabile, veloce anche quando si usano le mappe. Considerata la complessità, lo metterei senza indugi nella lista dei migliori prodotti mai realizzati da Garmin. Ciò detto, non pensiate che possa sostituire il vostro GPS portatile. Quando avrete bisogno di muovere e consultare la mappa, dovrete sempre ricorrere a quest'ultimo.
Agli utilizzatori degli smartphone dico: se siete escursionisti "della domenica" continuate pure a utilizzare il vostro smartphone, ma se vi avventurate in escursioni serie e siete sorpresi dalla nebbia, dalla neve o da un'improvvisa grandinata, allora potrete contare solo su un portatile Garmin...

Capitolo nove: il futuro

Ora devo proprio lasciarvi...mi tocca costruirlo...

Un grazie di cuore a tutti voi, col groppo in gola!
Non mi avrete reso un uomo ricco ma di sicuro mi avete reso un uomo libero e non c'è ricchezza più grande.

Pasquale Armenise alias VIVILIBERO

P.S. Un grazie speciale a mia sorella Anna, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.